Imparare ad utilizzare AdWords
Corso su Google AdWords. In particolare si parla di AdWords applicato alle affiliazioni, ma gli stessi suggerimenti possono essere applicati alla promozione dei tuoi prodotti e delle tue pagine.
Traffico web facile con Google AdWords
Nel campo delle affiliazioni è necessario far affluire costantemente traffico alle tue pagine di prevendita.
Il metodo più facile e veloce per ottenere questo è usare Google AdWords, il sistema di link sponsorizzati di Google.
Con AdWords il tuo annuncio appare solo per le parole chiave che scegli tu nel momento che vengono ricercate nel motore di ricerca.
Non appaiono tra i risultati di ricerca naturali, detti anche organici, ma appaiono nella colonna di destra più stretta, e in alcuni casi sopra i risultati naturali all’interno di uno sfondo di colore differente che evidenzia che si tratta di link sponsorizzati.
Inoltre paghi non per il numero di volte che l’annuncio viene visualizzato (impressions), ma paghi soltanto quando l’annuncio viene cliccato.
Questo sistema si chiama Pay per Click. Non è un’esclusiva di Google, ma Google AdWords è senz’altro il Pay per Click più famoso non solo perché Google è ormai in maniera indiscussa il motore di ricerca più utilizzato, ma anche per delle particolari caratterstiche di questo suo programma.
Nel Pay per Click di Google AdWords ai fini della posizione del tuo annuncio non conta solo la puntata (quanto cioè sei disposto a spendere per ogni click) ma conta anche la qualità e la pertinenza del tuo annuncio.
Il mestiere di Google è farti trovare ciò che stai cercando e conviene anche a lui che la pagina di destinazione degli annunci sia pertinente con la parola chiave e il testo dell’annuncio stesso.
Scelta delle parole chiave
Nella scelta delle parole chiave da utilizzare in un programma di annunci Pay per Click, per esempio Google AdWords, occorre mettersi nei panni del navigatore che fa la ricerca.
Molte stringhe di ricerca, a volte sorprendentemente lunghe, evidenziano chiaramente l’intenzione dell’utente, mentre altre non ci fanno capire se l’utente sta cercando solo informazioni oppure è determinato ad acquistare.
Esistono numerosi tool per scoprire quali sono le parole chiave più ricercate e in che misura, ma l’affiliato dovrebbe andare oltre i risultati dei tool di ricerca per le parole chiave e creare la sua lista di keywords personalizzata.
In campi dove c’è molta competizione utilizzare stringhe di ricerca lunghe, chiamate anche “long tail” può fare la differenza.
Monitorare i risultati delle campagne pubblicitarie
Uno dei principali vantaggi di usare il pay per click piuttosto che altre forme di pubblicità tradizionali sta nel fatto che i risultati possono essere monitorati accuratamente.
Mentre nella pubblicità tradizionale non sai precisamente quali sono i suoi effetti, con il pay per click puoi sapere quanto ti costa acquisire un nuovo cliente o quanto ti costa fare una vendita.
Questo significa che monitorando quali parole chiave, quali annunci e quali pagine di destinazione ti fanno raggiungere più risultati puoi migliorare costantemente le tue campagne, spegnere quelle non produttive, aumentare il budget di quelle produttive.
Quando meno visite sono meglio di tante
Immagina di aver predisposto un annuncio AdWords che desta molta curiosità: esso verrà cliccato anche da chi non è interessato ad acquistare.
Oppure immagina di far arrivare sul tuo sito o sulla tua pagina di prevendita dei visitatori provenienti da ricerche con parole chiave che sono molto distanti tra loro: difficilmente potrai fare una comunicazione tale da risultare pertinente a tutti.
Dovresti evitare di pagare i click e quindi le visite di navigatori poco targetizzati. E’ vero che nel punteggio di qualità di Google conta anche quante volte l’annuncio viene cliccato, ma evita di esagerare preparando annunci che attraggono un pubblico differente da quello che tu vuoi.
Annunci attraenti
Un indicatore di quanto siano attrenti i tuoi annunci è il numero di volte che vengono cliccati rispetto al numero di volte che appaiono. “Numero di click” / “numero di impressions” = “click trough rate” inditato anche con la sigla CTR.
Un annuncio per essere attraente dovrebbe avere nel titolo la parola chiave della ricerca (questo lo rende anche molto pertinente). Inoltre dovrebbe parlare di un beneficio che il prodotto offre o fare appello ad uno specifico bisogno.
A volte per rendere attraente un annuncio ci si dimentica di utilizzarlo anche per selezionare un po’ il pubblico. Se si dedica una riga di annuncio ad una caratteristica del prodotto o del servizio che si promuove eviteremo di pagare click inutili.
E’ per esempio il caso di un prodotto o di un servizio particolarmente costoso, inutile creare un annuncio che attira un pubblico che non ci interessa.
Se invece vi trovate di fronte ad un annuncio che per quanto pertinente, non viene cliccato, ci sono diversi accorgimenti per tentare di migliorarne il CTR: per esempio aggiungere un punto interrogativo nel titoli, mettere in maiuscolo la prima lettera di ogni parola, utilizzare la parola chiave o una parte di essa anche nelle righe del testo dell’annuncio.
Se il nome del dominio lo permette si può utilizzare anche la riga dell’url visualizzata per rendere più attraente l’annuncio, anche qui con un corretto uso di maiuscole e minuscole o scegliendo una url che contenga la parola chiave in modo che possa essere evidenziata in neretto da Google.
Tasso di conversione
Il tasso di conversione di una pagina è la percentuale di vendite realizzate rispetto alle visite ricevute.
Se la pagina di destinazione non prevede una vendita, la conversione può essere rappresentata da un’iscrizione ad una mailing list, il download di un file o una qualsiasi altra azione che il navigatore è persuaso ad effettuare una volta giunto sulla pagina.
Quindi più precisamente il tasso di conversione è il rapporto tra azioni obiettivo effettuate rispetto al numero totale di visite ricevute.
Direct linking e pagina di transito
I metodi veloci per fare affiliazione sono anche quelli più rischiosi. Questi metodi sono il linkare direttamente la pagina del merchant direttamente nell’annuncio AdWords oppure linkare una pagina di transito la quale contiene un collegamento alla pagina di vendita del merchant.
Con questi metodi è soprattutto il merchant a vincere perché ottiene nuovi clienti a spese degli affiliati. Tra l’altro il valore di un nuovo cliente non è limitato a quella singola vendita. Il merchant arricchisce il suo database di clienti che potrà contattare successivamente anche con altre proposte affini.
Il merchant può avvalersi esso stesso di queste tecniche con successo perché ha il vantaggio di potersi permettere di spendere di più per ogni vendita. Per avere invece successo come affiliati con queste tecniche occorre essere molto esperti di AdWords e saper ottimizzare tutto al meglio.
Il direct linking con prodotti a basso margine è proibitivo per la maggior parte degli affiliati. Inoltre con le tecniche di affiliazione veloce si ottiene il minimo del valore con molto sforzo e si consegna in mano al merchant la maggior parte del valore.
Il direct linking è chiamato anche “fast affiliate”, mentre l’utilizzo di una pagina di transito senza la cattura del contatto viene chiamato anche semplicemente “affiliate”.
Parole poco ricercate
Le parole poco ricercate potrebbero sembrare poco attraenti per l’inserzionista AdWords, in realtà nascondono grandi possibilità.
Per parole chiave poco ricercate intendo quelle che sviluppano poco traffico, alcune nessun traffico in certi periodi.
Un gran numero di parole che portano poco traffico complessivamente equivalgono, quanto a numero di visite, a una manciata di parole ad alto traffico. Con la differenza che usando quelle meno ricercate spenderai molto meno.
Le parole con poco traffico in genere hanno pochissima concorrenza, a volte nessuna, quindi con queste parole puoi posizionare il tuo annuncio AdWords in maniera molto economica.
A volte devi ricorrere alle cosiddette “long tail“, parole chiavi formate da una stringa di testo che può essere più lunga del normale. Queste parole possono risultare molto targhetizzate e convertire in vendita molto bene.
Esempio: “acquistare consolle videogioco nintendo” piuttosto che “nintendo”.
Strumento per le parole chiave
Quando inizi a progettare la tua campagna AdWords dovresti partire dalle parole chiave. Per far questo può esserti utile lo strumento di Google per le parole chiave che puoi trovare cliccando qui.
Lo strumento è abbastanza intuitivo e contiene molte informazioni interessanti. Google ti mette a disposizione anche altri strumenti per la tua ricerca di mercato: li puoi trovare qua.
Puoi avvalerti anche di altri strumenti per trovare parole chiave affini o ricerche che contengono la tua parola chiave di riferimento.
Tieni presente che nei settori in cui c’è molta competizione potrebbe succedere che molti altri affiliati stanno utilizzando i tuoi stessi tool di ricerca di parole chiave, in questo caso potrebbe esserci più concorrenza su queste parole.
I tool di suggerimento delle parole chiave sono uno strumento molto utile che può aiutarti addirittura a scegliere il prodotto più interessante da promuovere.
A volte però occorre pensare in maniera indipendente dai tool e immaginare altre possibili ricerche che il potenziale cliente potrebbe utilizzare per cercare quello che abbiamo da offrirgli.
Le parole non pertinenti
Quando inizi a crearti la tua lista di parole chiave attraverso i tool di ricerca e suggerimento annota sia le parole pertinenti al tuo prodotto che quelle non pertinenti.
Le parole non pertinenti sono importanti ai fini di una corretta impostazione di una campagna AdWords in quanto puoi inserirle come parole con corrispondenza negativa.
Le parole con corrispondenza negativa (inserite con il segno meno davanti) faranno si che il tuo annuncio non comparirà per quelle ricerche dove è presente la parola che hai voluto escludere.
Le parole con corrispondenza negativa ti permettono di targhetizzare meglio i navigatori che visualizzano il tuo annuncio.
Evitare i click che non portano vendite
Per evitare i click che non portano vendite puoi iniziare dalle parole chiave sulle quali stai puntando in AdWords. Una gestione corretta dei diversi tipi di corrispondenza ed in particolare della corrispondenza negativa ti aiuterà a far visualizzare l’annuncio solo alle persone interessate e di conseguenza ad aumentare il tuo CTR.
Anche ciò che è scritto sull’annuncio ad un elevato potere di preselezione, un annuncio troppo curioso in alcuni casi rischia di essere cliccato anche da chi non è realmente interessato.
Se stai vendendo un servizio particolarmente costoso, indicare il prezzo nell’annuncio può fare la giusta pre-selezione. Mi è capitato di vedere pubblicizzati degli ebooks che nell’annuncio presentavano un prezzo le cui pagine di vendita presentavano un prezzo inferiore. Errore o strategia?
Il Pay per Click ci permette di testare ogni aspetto della nostra campagna e a seconda del responso del test potremo fare le nostre scelte.
Corrispondenza generica
Se in AdWords usi per una parola chiave la corrispondenza generica significa che il tuo annuncio apparirà per tutte le stringhe di ricerca che la contengono, indipendentemente dalla loro lunghezza.
Inoltre l’annuncio verrà visualizzato anche per le richerche che contengono il plurale o un sinonimo della parola indicata.
Non è detto che una parola che Google considera sinonimo sia anche una parola pertinente per te.
Se usi la corrispondenza generica fatti una buona lista di parole a corrispondenza inversa (quelle che vuoi escludere).
Considera che puoi inserire parole a corrispondenza inversa nel singolo gruppo di annunci o nell’intera campagna.
Corrispondenza a frase
La corrispondenza di ricerca a frase in AdWords viene impostata aggiungendo le virgolette all’inizio e alla fine della parola chiave.
Perché l’annuncio venga visualizzato la stringa di ricerca deve essere uguale a quanto scritto nella parola chiave, ma potrebbe avere delle parole in più prima o dopo, oppure sia prima che dopo.
In questa maniera si escludono plurale e sinonimi. E’ opportuno anche in questo caso, come nella corrispondenza generica, impostare una lista di parole in presenza delle quali vogliamo escludere la visualizzazione dell’annuncio (corrispondenza negativa).
Corrispondenza esatta
La corrispondenza esatta in AdWords viene impostata scrivendo le parole chiave con le parentesi quadre – es. [libro].
Tale tipo di corrispondenza è quella che permette un maggior controllo, ma anche quella che limita molto il numero di visualizzazioni.
Infatti l’annuncio apparirà soltanto nel caso in cui la stringa di ricerca sia esattamente uguale alla parola chiave. Certamente l’annuncio non verrà visualizzato per il plurale o i sinonimi delle parole interessate.
Se usi soltanto corrispondenze esatte, e solo in questo caso, è superfluo impostare le corrispondenze negative (parole in presenza delle quali vuoi escludere la visualizzazione dell’annuncio).
Corrispondenza negativa
Le parole con corrispondenza negativa in AdWords vengono indicate precedute dal segno meno. Ogni volta che una stringa di ricerca contiene una delle parole con corrispondenza negativa l’annuncio non viene visualizzato.
La corrispondenza negativa è un potente filtro da utilizzare insieme alle parole con corrispondenza generica o a frase. Permette di escludere molte ricerche di utenti non realmente interessati al nostro prodotto o servizio o comunque a ciò che stiamo promuovendo in affiliazione.
La corrispondenza negativa può riguardare un singolo gruppo di annunci oppure un’intera campagna. Noterai che è più comodo individuare le parole da inserire con corrispondenza negativa per l’intera campagna.
Click facile sugli annunci
Il click facile è quello poco motivato fatto da chi si trova a portata di mouse un annuncio che a volte a letto solo superficialmente o addirittura non ha letto.
Il click facile in AdWords riguarda le posizioni premium (che sono quelle che appaiono nella parte centrale al di sopra dei risultati naturali all’interno di un riquadro di colore diverso).
Il click facile può riguardare le prime tre posizioni degli annunci anche quando non ci sono posizioni premium.
Gli annunci in posizioni più basse, molto spesso ricevono meno traffico, ma in generale convertono meglio perché ricevono click più “ragionati”.
Espandere la lista di parole chiave
Una volta testata una campagna, se si è rivelata profittevole, puoi investire del tempo per arricchire la tua lista di parole chiave.
Non necessariamente tutte le parole chiavi che aggiungerai saranno profittevoli, ma vale la pena testarle.
Molte di parole chiave che troverai non ti porteranno una quantità di traffico significativa. Ricorda però che molte parole con poco traffico sviluppano una discreta quantità di traffico web.
Per le tue campagne usa le parole sia al singolare che al plurale.
Inserisci le parole con i possibili errori di ortografici o di battitura.
Aggiungi delle azioni davanti o dietro le parole, in particolare quei verbi che indicano una volontà specifica di chi fa la ricerca (ad esempio la volontà di acquistare).
Cerca di trovare tutti i possibili sinonimi, anche quelli di uso non comune. Trova le espressioni affini a ciò che stai proponendo.
Parole chiave per gli annunci
Abbiamo già visto che nell’elaborazione di una lista di parole chiave per la tua campagna AdWords dovresti far uso non soltanto dei tool per le keywords, ma che dovresti cercare di pensare a quello a cui non pensano i tuoi concorrenti in maniera da ottenere un maggior volume di traffico a basso costo.
Analizzare le parole chiave contenute nei siti dei tuoi concorrenti potrebbe darti delle idee che non ti sono venute, ma cercare di combinare le parole che hai già con aggettivi e verbi potrebbe dare origine a nuove parole chiave interessanti.
Prova ad abbinare il nome del tuo prodotto con quello di siti ecommerce famosi. Prova a trasformare le tue parole in falsi indirizzi web. Sono ancora molti infatti coloro che scrivono l’indirizzo web nel campo di ricerca del motore di ricerca piuttosto che sulla barra degli indirizzi del browser.
Posizionamento degli annunci AdWords
Gli annunci sponsorizzati di Google AdWords vengono posizionati sia in base alla “puntata” fatta dall’inserzionista (il costo massimo che è disposto a pagare per ogni click) sia in base al punteggio di qualità assegnato da Google.
Il punteggio di qualità è influenzato da molti fattori e Google non rivela completamente come viene calcolato e probabilmente si tratta di modalità in continua evoluzione.
Uno dei fattori che più influenza il punteggio di qualità è il CTR dell’annuncio, vale a dire la percentuale di volte che l’annuncio viene cliccato rispetto al numero totale di volte che viene visualizzato.
La logica dice che è nell’interesse di Google dare un posizionamento migliore ad un’annuncio che viene molto cliccato, ma questo non è sufficiente a Google per offrire un servizio di qualità.
Infatti il punteggio di qualità riguarda anche la pertinenza degli annunci con la parola chiave, la pertinenza della pagina di destinazione con l’annuncio, la pertinenza della pagina di destinazione con la parola chiave. Questi sono i fattori principali, ma ve ne sono diversia altri.
Gli annunci che convertono meglio
Abbiamo già visto come gli annunci AdWords nelle prime posizioni e nelle posizioni premium siano soggetti al cosiddetto “click facile”.
I click fatti negli annunci indicativamente dalla posizione quarta in poi sono click più consapevoli ed in genere convertono meglio.
E’ molto probabile che una persona realmente interessata ad un bene o ad un servizio clicchi su più link sponsorizzati per valutare le differenti offerte.
Sì, gli annunci in posizioni più basse convertono meglio. Ma c’è anche un’altra cosa da tenere presente.
Nel campo delle affiliazioni può succedere che ci siano annunci che, pur rimandando a pagine di destinazione diverse, promuovano lo stesso prodotto.
In questo modo c’è da tener presente il fenomeno che segue: un utente raggiunge per la prima volta una pagina di vendita di un merchant e scarica il relativo cookie, se successivamente vi riaccede attraverso un altro link sponsorizzato, sarà ancora valido il cookie precedente.
Nel caso di inserzionisti concorrenti che promuovono lo stesso prodotto (usando pagine differenti, perché Google non consente che sia utilizzata la stessa pagina) si potrebbe verificare il fenomeno con il quale un annuncio curioso fa scaricare il cookie anche se poi la vendita viene fatta per merito di un affiliato più abile, ma meno fortunato.
C’è da precisare che il fenomeno della “concorrenza di cookies” è significativo soltanto in presenza di più di quattro affiliati che promuovono lo stesso prodotto con la medesima parola chiave.
Se c’è troppa concorrenza
Se nella promozione di un prodotto o di un servizio, noti che esistono molti links sponsorizzati, questo è segno che si tratta di una opportunità profittevole.
Ma a meno che tu non creda di saper far meglio dei tuoi concorrenti, sarai costretto a lasciar perdere alcune parole con molta concorrenza.
Le soluzioni potrebbero essere diverse: se vuoi comunque usare AdWords controlla la concorrenza su altre parole chiavi pertinenti e cerca di trovarne molte anche a basso traffico, ma con poca o nessuna concorrenza.
Potresti controllare inoltre se i tuoi concorrenti stanno utilizzando AdWords anche nella rete di contenuti per vedere se c’è spazio libero per te, magari nessuno a pensato a una nicchia di contenuto particolare dove tu potresti entrare con successo.
Se non puoi applicare queste soluzioni o diventare migliore dei tuoi concorrenti ad utilizzare AdWords
prova a vedere quanta concorrenza c’è negli altri motori di ricerca per quanto riguarda i link sponsorizzati pay per click.
Altrimenti devi trovare altri canali di promozione come blog, newsletter, joint venture, seo, article marketing, bookmarking, social network, forum… Per ogni nuovo canale che utilizzerai dovrai comunque usare competenza e dovrai documentarti su come massimizzare i risultati dei tuoi sforzi.
Se utilizzi il pay per click per costruire la tua lista di contatti questa sarà il tuo canale preferito se il prodotto è pertinente al tema che ha portato i tuoi contatti a iscriversi.
Se non hai contatti sul tema che promuovi puoi sempre usare il pay per click per ottenerli.
Se invece non c’è verso di promuovere quel prodotto o servizio passa ad altro.
Il titolo dell’annuncio
In AdWords il titolo dell’annuncio è una parte molto importante. Per il titolo hai a disposizione 25 caratteri. Dovresti includere nel titolo la parola chiave.
Quando viene effettuata una ricerca su Google, il motore di ricerca indica in grassetto le parole che rileva uguali o anche quelle quasi uguali (plurali, parole con la stessa radice).
Avere la parola chiave nel titolo fa si che questo appaia in maniera evidenziata con conseguente innalzamento del CTR e della posizione. Nel suo stesso punteggio di qualità Google dà molta importanza alla presenza della parola chiave nell’annuncio ed in particolare del titolo.
Per un affiliato inserire sistematicamente la parola chiave nel titolo dell’annuncio può essere una strategia molto buona.
In alcuni casi conviene fare un gruppo di annunci per ogni parola chiave, per avere sempre la parola chiave nel titolo.
Traffico di qualità e tasso di conversione
A seconda del traffico web che raggiunge la tua lettera di vendita, il tasso di conversione può variare notevolmente. Per tasso di conversione intendo quante vendite vengono realizzate in rapporto al numero di visite ricevute.
In genere quando si leggono le informazioni riguardo al tasso di conversione media delle pagine dei differenti prodotti c’è da tener presente che quelle percentuali si riferiscono a conversioni basate su un traffico targetizzato.
Il tuo compito è rendere di qualità il traffico che arriva alle pagine di vendita. Per fare questo devi selezionare i navigatori a partire dalle parole chiavi e dal testo degli annunci.
Una volta ottimizzata la pagina di destinazione a fronte di migliore traffico si registrano migliori tassi di conversione.
Il titolo dinamico
Il titolo dinamico in AdWords ti permette di far apparire nel titolo dell’annuncio la parola chiave, tra quelle che hai nel tuo gruppo di annunci, che più si avvicina alla stringa di ricerca digitata dall’utente.
Per poter utilizzare il titolo dinamico devi usare la seguente stringa quando imposti il titolo del tuo annuncio AdWords:
{KeyWord: TITOLO}.
Al posto di TITOLO devi scrivere il testo alternativo da far apparire nel caso la parola chiave che più si avvicina a quella ricercata dall’utente è più lunga di 25 caratteri.
Usa con molta cautela il titolo dinamico nelle affiliazioni, prova a verificare come suona il tuo annuncio sostituendo il titolo con ciascuna delle parole chiavi sulle quali stai puntando.
Una valida alternativa al titolo dinamico è impostare un gruppo di annunci per ogni parola chiave su cui si sta puntando e mettere questa parola nel titolo, questo aumenterà il punteggio di qualità.
Scelta del titolo di un annuncio
In AdWords la scelta del titolo dell’annuncio è molto importante. Un titolo attraente che desta curiosità sarà più cliccato e magari ti farà guadagnare una posizione migliore, ma in quanto affiliato tu devi fare i conti con il tuo limite di bilancio che ti è dato dal valore della commissione che ricevi per ogni vendita. Per ogni vendita che realizzi non dovresti spedere in pubblicità più della metà della tua commissione unitaria.
Il merchant si può permettere di spendere di più in quanto i suoi margini sono migliori, ma tu come affiliato per risparmiare metti la parola chiave nel titolo e fa in modo che il tuo annunci selezioni bene il tuo pubblico. Molto probabilmente otterrai meno traffico, ma il traffico web che porterai sulla pagina di destinazione sarà di maggiore qualità e registrerà un tasso di conversione maggiore.
Alla parola chiave nel titolo puoi aggiungere un punto interrogativo come se all’utente venisse chiesto: “è realmente questo quello che stai cercando?”. La coerenza tra titolo, corpo dell’annuncio e pagina di destinazione aumenta il punteggio di qualità e offre all’utente un’esperienza di navigazione migliore.
70 caratteri di testo
Il testo dell’annuncio AdWords si compone di due righe da 35 caratteri ciascuna e compare subito sotto il titolo composto da 25 caratteri.
Nella rete di contenuti gli annunci possono apparire in maniera diversa, ma il numero di caratteri massimi non cambia.
Ad esempio è possibile che l’annuncio venga visualizzato con un “accapo” in un punto differente. Nella stessa rete di ricerca la posizione premium mostra le “due righe” di testo una affianco all’altra, come fossero un’unica riga.
Cosa scrivere nel testo? Ricorda che una funzione del testo è esprimere un beneficio interessante, ma non dimenticare di cercare di escludere chi non è realmente interessato ad acquistare.
Beneficio e caratteristica
Una buona tecnica per fare un buon annuncio AdWords è quello di scrivervi un beneficio ed una caratteristica.
Scegli quello che ritieni il beneficio più attraente e scrivilo nella prima riga di testo. Il beneficio consinse in genere in un problema che il tuo prodotto può risolvere.
Scegli inoltre una caratteristica che ti consente di fare selezione tra i navigatori e mettila nella seconda riga. Dichiarare specificatamente di cosa si tratta e indicarne il prezzo può essere un buon filtro.
Trovare il beneficio del prodotto
Per individuare il beneficio del prodotto da indicare nel testo dell’annuncio AdWords (consigliato nella prima riga sotto il titolo) puoi partire da una caratteristica importante di tale prodotto.
Trovata una caratteristica, chiediti quale problema questa caratteristica risolve. Il fatto che risolve quel dato problema è un beneficio di quel prodotto.
Naturalmente più caratteristiche comportano più benefici, fa un test per vedere qual è il beneficio più apprezzato.
Puoi anche tenere più annunci, ciascuno dei quali punta su un beneficio specifico, in questo caso tienili distinti in gruppi di annunci differenti.
Utilizzare bene le maiuscole ed i segni
Per rendere facilmente leggibile il tuo annuncio AdWords in ogni sua parte (titolo, testo e url di visualizzazione) fa un uso mirato di maiuscole e minuscole.
Puoi anche far iniziare ogni parola con la maiuscola, ma non esagerare mettendo in maiuscolo anche gli articoli e le preposizioni.
Un utilizzo intelligente delle maiuscole può migliorare la leggibilità di una url se per esempio questa è composta da più parole con significato.
Nel rispetto delle regole grammaticali di AdWords, per le quali tra l’altro non puoi utilizzare volutamente errori di ortografia o abbreviazioni al limite del comprensibile, puoi comunque testare l’effetto di alcuni segni di punteggiatura.
Prova ad aggiungere un punto interrogativo alla fine del tuo titolo. Oppure prova ad usare virgolette e apici come ad indicare una frase che viene pronunciata.
Testa anche altre soluzioni usando trattini, parentesi rotonde e al limite anche spazi bianchi. Questi suggerimenti potrebbero esserti utili per far “spiccare” il tuo annuncio tra gli altri.
Rendere bella l’url di visualizzazione
In un annuncio AdWords non sottovalutare il modo in cui appare l’indirizzo del tuo sito, si tratta della url di visualizzazione, che è l’ultima riga di cui si compone il tuo annuncio.
L’url di visualizzazione può essere differente da quella di destinazione se non altro perché non farai apparire il tuo codice affiliato. (Deve però essere un url che si riferisce allo stesso dominio)
L’url di visualizzazione può riportare un sottodominio esistente che avrai nominato con la parola chiave di riferimento. Se non puoi creare sottodomini potresti creare una cartella in modo da far rientrare comunque la tua parola chiave nell’url.
Naturalmente avere la parola chiave all’inizio della tua url di visualizzazione fa un bell’effetto visto che apparirà in grassetto.
Per risparmiare caratteri, visto che ne hai a disposizione 35, puoi evitare di mettere il www. davanti all’indirizzo.
Ottimizzazione fuori e dentro l’account
L’ottimizzazione dentro l’account AdWords riguarda il modo in cui sono organizzati gruppi di annunci, gli annunci e le parole chiave.
La maniera in cui vengono suddivise le parole chiave nei gruppi di annunci non è irrilevante è anzi un fattore molto importante per aumentare la pertinenza degli annunci.
L’ottimizzazione fuori dall’account riguarda la pagina di destinazione ed il sito entro cui questa si trova.
L’ottimizzazione “fuori” è legata anche al nome del dominio, al numero di pagine e alla quantità di contenuti di cui si compone il sito, alla presenza di una mappa del sito, ai links interni e a quelli in entrata ed in uscita dal sito.
Quante parole chiave in un gruppo di annunci
L’ideale sarebbe avere una sola parola chiave per ogni gruppo di annuci. Una sola parola chiave eventualmente nei tre tipi di corrispondenza generica, “a frase” ed [esatta].
Il ciascun annuncio il titolo così potrà essere la parola chiave stessa con il relativo risparmio in termini di costo per click.
Per ogni gruppo di annunci sarà opportuno avere due annunci “in gara” tra loro, perché non bisogna mai smettere di testare quando si parla di AdWords!
Utilizzando l’AdWords Editor scoprirai che avere una parola chiave per ogni gruppo di annunci e due annunci per ogni gruppo di annunci non è così pesante e complicato come potresti pensare.
In alternativa potresti creare un gruppo di annunci dedicato solo per ciascuna di quelle parole ad altro traffico per cui vale la pena ottimizzare in maniera approfondita.
Se tieni parole chiave diverse all’interno dello stesso gruppo di annunci assicurati che almeno siano molto simili e vicine a livello di significato.
Un gruppo con delle parole chiave focalizzate sul medesimo argomento o beneficio otterrà un punteggio di qualità superiore rispento ad un gruppo di annunci che contiene parole chiave che agli occhi di Google sono molto distanti tra loro e abbracciano argomenti diversi.
La parola chiave nell’annuncio
Abbiamo già visto come avere la parola chiave nel titolo sia un modo per rendere molto pertinente il tuo annuncio e per risparmiare sul costo per click.
Se ne hai l’opportunità puoi ripetere la parola chiave nel testo dell’annuncio o nella url di visualizzazione.
La parola chiave verrà visualizza in grassetto nei risultati della ricerca e per questo farà un migliore effetto se si trova all’inizio della riga dell’annuncio.
In particolare se per qualche motivo hai deciso di non mettere la parola chiave nel titolo potresti metterla all’inizio della prima riga di testo dell’annuncio.
Non disorientare l’utente
Quando configuri il tuo sistema annuncio – parole chiave – pagina di destinazione, devi metterti nei panni dell’utente.
Senz’altro dovrai scegliere parole chiave molto pertinenti a ciò che hai da offrire o da promuovere come affiliato.
L’utente che clicca sul tuo annuncio non deve trovarsi disorientato una volta arrivato sulla pagina di destinazione.
Una maniera per rendere il più accogliente possibile “l’atterraggio” dell’utente è riportare nell’annuncio lo stesso beneficio che sarà evidente giungendo sulla landing page.
Utilizzare le stesse parole nell’annuncio e nella testata della pagina di destinazione è una strategia vincente.
L’utente in questa maniera verrà rassicurato che ha trovato effettivamente quello che sta cercando.
Gruppi di annunci per rete di ricerca e rete di contenuti
Se hai elaborato una lista di parole chiave molto lunga composta anche da parecchie “long tail”, frasi composte da più parole che sviluppano un traffico web mensile molto piccolo, ti conviene utilizzare un foglio elettronico tipo excel per aggregarle in gruppi.
Ciascun gruppo di annunci sarà focalizzato su un argomento e le parole chiave saranno molto affini.
Questo criterio è valido sia per le campagne AdWords nella rete di ricerca, che in quelle destinate alla rete di contenuti che comunque funzionano con logiche differenti.
Non avere mai la stessa campagna che gira sia nella rete di ricerca che nella rete dei contenuti. Ma crea campagne distinte: per esempio una campagna che è attiva esclusivamente nella rete di ricerca ed una che gira esclusivamente nella rete di contenuti.
Per le campagne nella rete dei contenuti è molto importante avere da 20 a 40 parole chiave abbastanza vicine quanto ad argomento per far capire bene al robot di Google su quali pagine far apparire il nostro annuncio in maniera tale che sia un contesto pertinente.
Per le campagne nella rete di ricerca ogni volta che è possibile crea un gruppo di annunci che contenga una sola parola chiave declinata nei diversi tipi di corrispondenza, mettendo tale parola anche nel titolo dell’annuncio.
Quando ottimizzare?
Dovresti ottimizzare e dedicare molto tempo ad una campagna AdWords solo quando hai verificato la sua capacità di raccogliere traffico e convertire in vendita (o convertire in altre azioni come iscrizioni, ecc).
C’è chi testa la promozione di un prodotto con il direct linking per farsi un’idea del traffico che possono raccogliere alcune parole chiave, e la capacità di conversione della pagina del merchant.
Una volta trovato un prodotto in cui non c’è concorrenza significativa per le parole individuate è opportuno abbandonare la tecnica del direct linking (cioè annuncio che porta direttamente sulla pagina del merchant).
Per un prodotto promettente vale la pena creare una landing page dedicata che magari preveda anche la possibilità di ricevere ulteriori informazioni attraverso l’iscrizione ad una mailing list tramite un form. L’iscrizione alla lista può essere incentivata offrendo un contenuto di qualità da scaricare.
La landing page può essere ottimizzata anche per “concorrere” con altri affiliati che vendono lo stesso prodotto, ma in genere vale la pena differenziarsi nelle parole chiave e nel tipo di comunicazione, rivolgendosi ad un determinato settore di pubblico comunque interessato al prodotto.
Calcolare il tuo vincolo di bilancio
Se mediamente realizzi una vendita ogni 150 click e paghi il tuo click mediamente 0,10 euro allora la tua commissione unitaria, affinchè “il gioco valga la candela”, deve essere almeno di 30 euro (ne stai spendendo 15 in pubblicità per ogni vendita).
Se realizzi mediamente una vendita ogni 50 click e paghi il tuo click 0,05 euro allora la tua commissione, sempre per avere un ritorno del 100%, deve essere di 5 euro (ne stai spendendo 2,50 per ogni vendita).
Per un principiante è molto più verosimile la prima ipotesi piuttosto che la seconda. Quindi il tuo vincolo di bilancio dipende dalla tua abilità a mantenere basso il costo per click e nell’avere una pagina di destinazione in grado di convertire bene il traffico che la raggiunge.
Puoi migliorare il tasso di conversione della pagina anche migliorando il tipo di traffico che raggiunge la pagina, facendo una pre-targhetizzazione più accurata.
In base alla pretarghetizzazione che riesci a realizzare otterrai un tasso di conversione medio. Se moltiplichi il numero medio di click che ti occorrono per realizzare mediamente una vendita per il costo medio per click otterrai quanto ti costa ottenere una vendita (il costo di una conversione).
La tua commissione per essere adeguata dovrebbe essere il doppio del tuo costo per conversione. Nella scelta di un prodotto da promuovere verifica se la commissione pagata per ogni vendita è adeguata al tuo grado di abilità e quindi al tuo vincolo di bilancio.
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